Axia e i suoi professionisti

logoaxiadef per newsletterIncontro con Gennaro Scarinci (prima parte)

 

Il dott. Scarinci lavora presso il Centro di Riabilitazione Axia come fisiatra. Qui la sua scheda professionale.

 

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Dott. Gennaro Scarinci

Dottore che bilancio può trarre da questi anni di esperienza con la cooperativa?

Beh un bilancio complessivamente e sicuramente molto buono!

Lavoro in Axia ormai da circa 20 anni e devo dire che umanamente ho trovato fin dall’inizio dei colleghi, che successivamente sono diventati amici, con i quali condivido la modalità di approccio ai pazienti basato in primis sull’accoglienza della “persona” e la volontà di lavorare in una logica di Team senza negative autoreferenzialità.

Tanto che dopo qualche anno ho scelto anche di condividere con molti di loro la realtà e le responsabilità del percorso associativo sia pure in qualità di libero professionista.

Professionalmente poi la mia attività in Axia mi ha permesso un sicuro arricchimento soprattutto nell’ambito della Neuroriabilitazione ed in particolare in quella dimensione, che è poi la nostra specificità, della riabilitazione domiciliare.

Trovo che l’ambiente in Axia sia positivo, collaborativo e che ci sia un costante impegno nel cercare di mantenere un rilevante livello qualitativo dei nostri trattamenti anche mediante una particolare attenzione al continuo aggiornamento professionale dei nostri operatori con momenti formativi inerenti specificamente la nostra attività riabilitativa.

Per quanto concerne l’ambito personale prettamente tecnico certo non sono mancate negli anni e sono tuttora presenti difficoltà e piccole divergenze che considero comunque assolutamente fisiologiche se si considera che da sempre sono l’unica figura medica, specialista della riabilitazione, all’interno di un numeroso gruppo di fisioterapisti!

Le motivazioni del suo impegno, non solo professionale, all’interno di questa équipe sono state da lei chiarite molto bene nel suo profilo professionale presente sul sito, resta però da chiederle quale sia stata invece la motivazione per cui non abbia deciso di operare in ambito sanitario pubblico.

Per la verità inizialmente, subito dopo la specializzazione Medica in Fisioterapia, da tirocinante del Servizio di Riabilitazione Funzionale dell’ospedale S. Orsola di Bologna diretto da quello che considero il mio primo maestro il Prof. Menarini, mi vedevo soprattutto come un Medico Fisiatra del pubblico, magari in un reparto di Riabilitazione con posti letto.

Poi però in quel periodo, coinciso con il matrimonio e con la nascita nel giro di due anni delle mie prime due figlie, le necessità di guadagni certi e continuativi hanno modificato i miei obiettivi facendomi orientare per un’attività specialistica ambulatoriale in libera professione non troppo lontana da Bologna, che negli anni successivi in Axia ha trovato e trova tuttora la maggiore gratificazione professionale.

Ovviamente di concorsi pubblici in quei primi anni da specialista ne feci diversi con il risultato di acquisizione di varie idoneità con relativi inserimenti in graduatorie che tuttavia non hanno mai determinato assunzioni in ruolo e/o incarichi temporanei.

Oggi peraltro non ho alcun rimpianto e non rinnego nulla del mio percorso professionale che devo dire, per quanto riguarda in particolare la dimensione della Riabilitazione Domiciliare, trovo molto conforme e coerente alla mia persona ed al modo in cui sento di dover interpretare il mio ruolo professionale con tanta disponibilità all’accoglienza e spirito di servizio.

In altri incontri con professionisti di Axia, così come in incontri pubblici, ho riscontrato una forte evidenziazione all’importanza che viene data alla P maiuscola attribuita alla Persona antecedente al quella di Paziente. Il suo pensiero a tale proposito.

Io credo che questa importanza dovrebbe essere una peculiarità per tutti gli operatori della sanità!

I pazienti infatti prima di essere tali sono delle persone che noi incontriamo nel nostro cammino professionale in particolari situazioni di bisogno e di necessità di aiuto.

Per quanto poi riguarda noi di Axia spesso i nostri pazienti, anche quelli in età evolutiva, presentano più o meno gravi situazioni di disabilità motorie, neuropsicologiche e cognitive croniche/evolutive che hanno determinato e determinano non solo disagi e problematiche direttamente relative alle patologie che le hanno determinate ma anche un particolare “impatto” sul loro contesto famigliare.

Mogli, mariti, fratelli, sorelle e figli che non sempre sono riusciti a metabolizzare l’evento patologico del loro caro o che comunque si ritrovano a dover gestire per lunghi periodi una situazione di quotidianità modificata e non programmata con un potenziale allargamento dei riflessi su quanto accaduto che talvolta si riverberano negativamente anche sui pazienti stessi.

Questi sono aspetti che non possono non essere colti dalla sensibilità di noi riabilitatori, e mi riferisco soprattutto alle nostre prese in carico domiciliari dei pazienti, che necessariamente ci richiedono un livello particolare di empatia e di attenzione anche a questi aspetti con un approccio al caso da trattare più ampio e non esclusivamente tecnico-professionale.

La persona che si rivolge a lei ha ovviamente uno o più bisogni da diagnosticare e cercare di risolvere che si traduce in un lamentato disagio o dolore. Nel secondo caso, in particolare, quale ritiene sia un approccio corretto?

E’ sicuramente vero che il fisiatra abbia un ruolo centrale e sia oggi uno degli specialisti più in prima linea nella valutazione e gestione delle problematiche che hanno nella sintomatologia dolorosa la più rilevante manifestazione clinica.

Questo probabilmente deriva dal fatto che il dolore ha quasi sempre una rappresentazione somatica più o meno definita meritevole di inquadramento diagnostico attraverso la rilevazione in primis dell’obiettività dell’apparato muscoloscheletrico e delle sue potenziali complicazioni neurologiche, ma anche relativa alla possibilità del fisiatra di definire un diverso ed appropriato approccio terapeutico non esclusivamente farmacologico ( il più delle volte già indicato dal medico curante e rivelatosi inefficace o risultato di problematica prescrizione per la presenza di sfavorevoli interazioni farmacologiche) con l’utilizzazione delle varie possibilità fisioterapiche strumentali e rieducative.

Inoltre essendo il fisiatra per formazione uno specialista interdisciplinare, che si fa carico della globalità delle problematiche della persona, egli è anche chiamato a diagnosticare e trattare quadri di sovrapposizioni funzionali e non in cui il dolore localizzato ad un distretto corporeo può derivare o essere l’epifenomeno di problematiche ad esempio di tipo ansioso / depressive.

Da ciò ne consegue che il nostro approccio più appropriato non possa non essere che quello olistico rivolto (e mi ripeto!) all’accoglienza della persona nella sua interezza.

A questo proposito inoltre ritengo che ci debba sempre essere una dignità ed un livello non superabile nella sopportazione della sofferenza dei pazienti espressa sotto forma di sintomatologia dolorosa, e che pertanto noi medici siamo chiamati a non essere mai superficiali , ad intervenire con tutte le risorse in nostro possesso ed a gestire nel tempo, quando necessario, quei quadri per esempio di importante “dolore cronico” al fine di rendere nella varie situazioni il meno penose possibili tali sofferenze … continua

(a cura di Gregorio Dimonopoli)

Axia

ll centro di riabilitazione AXIA è una cooperativa sociale ONLUS, acronimo che riguarda le associazioni, gli enti e le cooperative “no profit”.

AXIA si costituisce come cooperativa nel 1994 ad opera e per scelta di alcuni soci fondatori che già nel precedente decennio avevano avviato l’attivita’ del centro di terapia.

Nel 2009 il nostro centro è stato accreditato ai sensi della lr 34/98 con determinazione n. 13736 del 23/12/2009 del direttore generale sanità e politiche sociali della Regione Emilia Romagna.

Con la nostra attività, ambulatoriale e domiciliare, che copre il territorio di Bologna e provincia intendiamo perseguire l’interesse generale della comunità, favorendo la promozione umana e l’integrazione dei cittadini nell’ambito della riabilitazione, prevenzione, educazione, assistenza e inserimento sociale delle persone affette da disabilità fisiche, psichiche e sensoriali.

La connotazione “no profit” che caratterizza il nostro centro fa si che non esista alcuna diversificazione dello stile, delle modalità e dell’impegno di ognuno di noi nella presa in carico sia privata che convenzionata.

Non chiediamoci quale malattia abbia la persona a quale persona abbia la malattia”  G. Bateson

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