Axia e i suoi professionisti #2

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Dott. Gennaro Scarinci

Incontro con Gennaro Scarinci (seconda parte)

Il dott. Scarinci lavora presso il Centro di Riabilitazione Axia come fisiatra. Qui la sua scheda professionale.

Com’è cambiata la fisiatria, secondo lei, da quando conseguì la sua laurea?

Quando mi sono laureato l’ambito specialistico della fisiatria era senza dubbio ancora poco conosciuto rispetto ad oggi.

A livello ambulatoriale territoriale i medici fisiatri erano considerati soprattutto come gli esperti ed i prescrittori dei trattamenti fisioterapici che prevedevano fondamentalmente l’utilizzazione della termoterapia nelle sue varie modalità , dell’elettroterapia, della magnetoterapia e della Laserterapia oltre che di programmi di massoterapia , di Kinesiterapia ( cioè terapia basata sul movimento) , di programmi rieducativi funzionali e/o talvolta anche in prima persona esecutori di trattamenti Chiropratici ( manipolazioni) a seconda delle varie indicazioni scaturite dalle visite fisiatriche.

Mentre a livello ospedaliero il fisiatra era prevalentemente più un medico internista con competenze nella presa in carico riabilitativa dei pazienti con esiti di problematiche muscoloscheletriche e neurologiche.

Nel corso degli anni c’è stata poi una progressiva valorizzazione della figura del fisioterapista come professionista responsabile dell’erogazione dei programmi rieducativi, con il riconoscimento anche a livello universitario di una specifica Laurea breve e con la conseguente necessità di ridefinire con chiarezza ruoli e responsabilità differenziali e complementari con quelle dei medici fisiatri nell’ambito dei team riabilitativi.

Un altro aspetto da segnalare ritengo sia che la Riabilitazione, soprattutto negli ultimi anni, è andata sempre più spostandosi a livello territoriale, sia ambulatoriale che domiciliare, riservando alla dimensione ospedaliera un significato specifico nella gestione delle problematiche acute e post acute e/o di particolare complessità clinica e demandando a quella territoriale tutti gli aspetti relativi all’area della cronicità.

Area della cronicità peraltro sempre più attenta ad ottimizzare e focalizzare gli interventi riabilitativi sugli aspetti funzionali di potenziali recuperi di competenze specifiche e di livelli di autonomia motoria e nelle ADL dei pazienti, con conseguenti possibili riduzioni o necessità di rimodulazione dei bisogni assistenziali dei pazienti.

Ci spostiamo su altro terreno. Da sempre c’è una diffusa cultura generalista e, mi passi il termine, quasi antagonista nei confronti della sanità privata quale mera sostituzione di un’incapacità da parte di quella pubblica di rispondere a tutte le esigenze dei cittadini. Cosa si sente di dire su questo punto?

Per quanto concerne le differenze fra sanità pubblica e privata intanto differenzierei i banali luoghi comuni nelle considerazioni fra operatori della sanità e quelli dei comuni cittadini e potenziali pazienti.

La sanità pubblica è a mio parere ovviamente ed ineccepibilmente la necessaria risposta al diritto dei cittadini che lo stato si faccia carico di provvedere alla varie problematiche che alterano il loro stato di salute secondo delle precise linee guida mentre quella privata ne rappresenta una alternativa, un’opzione, una diversa opportunità di scelta che può velocizzare le risposte ed i tempi di presa in carico, utile in situazioni di lunghe liste di attese per le prestazioni pubbliche.

Per la gestione di tutti i quadri di acuzie delle varie patologie ad esempio sicuramente la sanità pubblica deve avere un ruolo prioritario non demandabile e garantito da risorse proporzionate alle necessità.

Ma vorrei puntualizzare anche che alcune forme di sanità privata sono da considerare talvolta assolutamente complementari a quella pubblica, ispirati da valori di assistenzialità e sussidiarietà sociale, non basati in primis sul business e ad elevato livello di professionalità.

Ecco…penso che quest’ultima dimensione di sanità, nella quale si colloca anche il nostro Centro di Riabilitazione Axia, meriterebbe forse di essere più conosciuta dai cittadini in tutte le sue potenzialità ed anche di essere più valorizzata dalla Sanità pubblica che talvolta risulta ancora eccessivamente “accentratrice” non cogliendone pienamente il loro valore ed il loro ruolo di complementarietà sociale.

Salutandola, un’ultima domanda. Come immagina, e cosa auspica in tal senso, la fisiatria del futuro in Italia?

Sicuramente una fisiatria sempre più attenta e rivolta a dare risposte appropriate e specifiche ai vari bisogni dei pazienti e che riesca a gestire e governare con autorevolezza le varie polimorfe proposte terapeutiche sia nell’ambito della fisioterapia che delle tecniche riabilitative, facendosi carico dei necessari relativi percorsi di validazione scientifica.

Credo ci sia inoltre la necessità di migliorare gli aspetti di pianificazione ed organizzativi specie per quanto riguarda i collegamenti fra la dimensione ospedaliera e quella dei servizi riabilitativi territoriali, lavorando anche su una necessaria maggiore condivisione fra tutti gli operatori in campo, che ponga realmente e non solo a parole il paziente- persona al centro dei vari percorsi e progetti di intervento.

Che funga sempre più da riferimento in quelle situazioni che possano prevedere possibili percorsi di reinserimento dei pazienti in attività lavorative, magari riadattate o definite ex novo, sulla base di una puntuale e precisa definizione delle loro diverse abilità conseguenti agli esiti delle problematiche patologiche occorse.

Con una attenzione particolare anche rivolta al fatto che una buona efficienza complessiva della Riabilitazione, attraverso una comune crescita culturale, possa riguardare allo stesso modo tutte le regioni senza gli eccessivi squilibri che attualmente purtroppo ancora esistono. (fine)

(a cura di Gregorio Dimonopoli)

Axia

ll centro di riabilitazione AXIA è una cooperativa sociale ONLUS, acronimo che riguarda le associazioni, gli enti e le cooperative “no profit”.

AXIA si costituisce come cooperativa nel 1994 ad opera e per scelta di alcuni soci fondatori che già nel precedente decennio avevano avviato l’attivita’ del centro di terapia.

Nel 2009 il nostro centro è stato accreditato ai sensi della lr 34/98 con determinazione n. 13736 del 23/12/2009 del direttore generale sanità e politiche sociali della Regione Emilia Romagna.

Con la nostra attività, ambulatoriale e domiciliare, che copre il territorio di Bologna e provincia intendiamo perseguire l’interesse generale della comunità, favorendo la promozione umana e l’integrazione dei cittadini nell’ambito della riabilitazione, prevenzione, educazione, assistenza e inserimento sociale delle persone affette da disabilità fisiche, psichiche e sensoriali.

La connotazione “no profit” che caratterizza il nostro centro fa si che non esista alcuna diversificazione dello stile, delle modalità e dell’impegno di ognuno di noi nella presa in carico sia privata che convenzionata.

Non chiediamoci quale malattia abbia la persona a quale persona abbia la malattia”  G. Bateson

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