IL SIMPOSIO: “La Ricerca tra Tempi di Scienza e Tempi di Vita”

Risultati immagini per ccsvi 21 GENNAIO 2017 – PALAZZO DI VARIGNANA

Via Ca’ Masino, nr. 611/A – 40024 Varignana (Bologna)

 PALAZZO DI VARIGNANA EMOZIONE E STUPORE

Palazzo di Varignana è un’ elegante e prestigiosa struttura adagiata nello scenario della campagna emiliana. Una villa del ‘700, restituita al suo originario splendore.

PROGRAMMA
ore 15.30 Monica Minarelli, mezzosoprano
Antonella Orefice, soprano
ore 16.00 Introduzione ai lavori Francesco Tabacco,
Presidente CCSVI nella SM Emilia-Romagna
ore 16.10 Chairman: Marco Marozzi, editorialista Corriere della Sera
Tra Tempi di scienza e Tempi di vita: ricordando Alessandro Liberati
ore 16.45 Introduzione al Simposio: Fabio Gabrielli,
Preside Facoltà di Scienze Umane LUdeS HEI, Campus Lugano
ore 17.00 Prof. Fabio Roversi Monaco
Presidente Genusbononiae
ore 17.15 Prof. Paolo Zamboni,
Direttore del Centro di Chirurgia Translazionale dell’Università di Ferrara
ore 17.30 Gabriele Reccia,
Presidente Nazionale Associazione CCSVI nella SM
ore 17.45 Prof. Pietro Cortelli,
IRCCS Osp. Bellaria
ore 18,00 Prof. Massimo Cocchi,
Presidente Nazionale Società Italiana di Biologia Sperimentale
Etica e scienza nella ricerca di Kary Mulis,
premio Nobel per la Chimica 1993
ore 18.15 Prof.ssa Eleonora Porcu,
Presidente Consiglio Superiore di Sanità
ore 18.30 Interventi del pubblico
ore 19.00 Intervallo
ore 20.,00 Cena di gala
ore 21.00 Giovani pianisti Scuola di Musica
“J. Du Pré”
ore 21.45 Sfilata di abiti da sposa casa di moda “Honey Moon”
ore 22.00 Musica e cabaret

Partecipa all’evento

Quando viene pubblicata una novità in relazione alla ricerca scientifica medica spesso al malato arriva il messaggio che la cura è quasi pronta ; ma tutti noi sappiamo che il progresso scientifico, con particolare attenzione alla Medicina, avviene per piccoli passi, giorno dopo giorno, ricerca dopo ricerca nel rispetto dei tempi della Scienza. Ma questa cosa, soprattutto, per chi soffre di una malattia grave come la SM, non è facile da capire. Vuole risposte immediate, che non sempre si possono dare ma che mal si conciliano con i tempi di Vita.

Negli stessi anni in cui Einstein, dopo aver pubblicato 3 memorie con le quali rivoluzionava il mondo scientifico, in Francia veniva pubblicata un’opera filosofica, l’Evoluzione creatrice (1907), con la quale Henri Bergons, “rivoluzionò” il modo di concepire la realtà. Una delle teorie bergosoniane che fece più scalpore negli ambiti culturali d’inizio 900, fu la distinzione fra tempo della Scienza e della Vita.

Il tempo scientifico è reversibile (in quanto un esperimento può essere ripetuto un numero indefinito di volte).

Il tempo della vita, al contrario, è irreversibile, composto da momenti irripetibili che possono essere solo ricreati ma non vissuti.

Come conciliare, dunque, tempo scientifico e tempo della vita?

Ben lo aveva intuito 7 secoli prima, Moshesh ben Maymon Ramban detto anche Maimonide, grande figura di medico di origine ebrea.

Nacque a Cordoba il 30 marzo 1135 e, per evitare la conversione all’islamismo dopo la conquista di Cordoba da parte degli Almohadi (setta araba ortodossa), seguì la famiglia in Marocco a Fez; si trasferì in Palestina e infine in Egitto, dapprima ad Alessandria e successivamente a Fustat dove morì il 13 dicembre 1204. È sepolto in Palestina nella città di Tiberiade.

Maimonide, esule in Palestina e quindi in Egitto, divenne medico della famiglia di Saladino e, nel 1172, capo degli ebrei d’Egitto. Il pensiero di Mosè Maimonide rappresenta un punto di sintesi tra le riflessioni religiose e giuridiche del mondo ebraico, la cultura musulmana e l’analisi della filosofia greca, viene considerato l’antesignano della moderna medicina psicosomatica, mettendo in luce i rapporti esistenti fra i sintomi di varie malattie e la psiche.

Si tratta dunque, di autore la cui influenza ha superato i confini dell’ebraismo e del mondo islamico per arrivare all’Occidente latino, dove fu letto e studiato anche da Tommaso d’Aquino.

La riflessione di Maimonide abbracciò ambiti assai diversi del Sapere: dal diritto alla medicina, alla religione, alla politica.

Egli è ricordato soprattutto per la “Preghiera del medico”, a lui attribuita.

Questa preghiera venne pubblicata per la prima volta in una rivista tedesca, nel 1793, e presentata come “Preghiera quotidiana di un medico prima della visita ai suoi pazienti”.

Albero di Kos perché c’è bisogno di riallineare la ricerca accademica e commerciale per orientarla verso il paziente!

La nostra Associazione ha dato spazio diverse volte al tema della priorità della ricerca, cercandodi stimolare un dibattito che coinvolgesse in particolare cittadini e loro rappresentanze.

Questi ultimi, quando interrogati, hanno sottolineato la necessità e la voglia di essere coinvolti nel dibattito e ancor più la necessità di far correre su un unico binario le priorità dei pazienti e quelledella ricerca.

Esaminando la nostra realtà è invece facile vedere che i binari corrono ancora saldamente paralleli. Vero è, infatti, che i cittadini e i pazienti sono ben lontani dalla stanza dei bottoni: raramente presenti nelle commissioni o gruppi di lavoro, quasi mai coinvolti nella valutazione della assegnazione dei fondi di ricerca, scarsamente rappresentati ed isolati nei comitati etici, ancora episodicamente coinvolti nella messa a punto dei protocolli di ricerca, purtroppo diverse volte compromessi negli ingranaggi sottili del mercato della salute.

Se vogliamo, alla luce di quanto detto, che informazioni più pertinenti diventino disponibili, è necessaria, come lucidamente affermava il professor Alessandro Liberati in un suo articolo sul Lancet, una nuova governance della strategia di ricerca.

Non si può pretendere che i ricercatori, abbandonati a sé stessi Come si può evincere dall’appello del Professor Paolo Zamboni recentemente apparso sul Web che sotto riportiamo, affrontino l’attuale squilibrio.

I ricercatori sono, spesso, intrappolati all’interno dei loro interessi – professionali e accademici – che li portano a competere per finanziamenti dell’industria farmaceutica per fasi precoci di trial invece di diventare “campioni” di studi strategici, testa a testa e di fase III.

Non sono i gruppi di pazienti a modificare il modello prevalente di ricerca: data la mancanza di meccanismi espliciti per la prioritizzazione della ricerca essi sono spesso dominati dagli esperti con interessi personali.

Né il solo finanziamento pubblico riuscirebbe a risolvere il problema.» necessario sviluppare politiche nella fase di pre-approvazione dello sviluppo di un farmaco e questo processo necessita una stretta collaborazione con le aziende farmaceutiche e continui input degli organismi regolatori.

Ecco, quindi, l’idea di dar vita ad una realtà giuridica che si prefigga essenzialmente di cofinanziare la ricerca scientifica di base, libera e creativa.

L’appello del professor Paolo Zamboni per finanziare la ricerca scientifica.
Nei primi giorni del mese di novembre, sul WEB appare questo appello:

Salve mi chiamo Paolo Zamboni. Sono un medico ed un ricercatore. Dirigo un Centro di Ricerca all’Università di Ferrara sulle malattie vascolari (www.unife.it/centro/malattie-vascolari).

Credo che non tutti sappiano che la ricerca medica si divide in 2 grossi filoni. Il primo è la ricerca appaltata, in cui l’industria ci chiede di indagare su farmaci o dispositivi medici, oppure come di recente è avvenuto al nostro gruppo, le agenzie spaziali ci incaricano di indagare sulla funzione cardiovascolare nello Spazio. In questo caso chi richiede il nostro expertise ci finanzia.

Il secondo tipo di ricerca è invece quella no profit, libera e indipendente. Questa è la forma di ricerca più innovativa e generatrice di progresso, ma sicuramente anche quella più priva di finanziamenti dedicati, specialmente in questo delicato passaggio storico. Nel nostro Centro ci stiamo dedicando da anni ad una ricerca su Sistema Vascolare Cerebrale e Malattie Neurodegenerative, che appare molto promettente. Abbiamo ad esempio descritto una patologia denominata CCSVI che linka il drenaggio venoso a gravi malattie degenerative. Devo dire che questa ricerca è anche molto controversa ed osteggiata, pertanto ancora più ostacolata nel ricevere forme di finanziamento. A questo filone si dedicano con dedizione giovani ricercatori che accettano di essere pagati con semplici borse di studio, solo perché hanno la sensazione di essere su una traccia importante per chi soffre di patologie quali sclerosi multipla, Meniere, Parkinson, Alzheimer).

Un modo innovativo che abbiamo ideato per finanziare la ricerca si è concretato con la disponibilità palesata da diversi artisti con il fine di donare musica in cambio di offerte liberali.

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