Mondo Axia – Intervista al direttore sanitario, dottoressa Donatella Cimatti

copertina evento cervelloIl Centro di riabilitazione Axia partecipa quest’anno alla settimana dedicata al Cervello con quattro iniziative

L’intento principale è quello di portare all’esterno – famiglie e singole persone – le proprie competenze professionali per favorire non tanto o solo le stesse, ma contribuire attivamente anche alla diffusione di una maggiore conoscenza delle diverse abilità che vanno ad innestarsi in un mondo, spesso indistinto, delle disabilità cognitive, sensoriali o di apprendimento.

E’ uno sforzo importante che ha due radici importanti: una conoscenza consapevole e, laddove possibile, di stili di vita preventivi e di attivazione virtuosa per un nuovo cammino.

Calchiamo ora la mano su uno dei princìpi principali qual è l’importanza della conoscenza di alcune patologie. L’essere presenti a questi incontri, non onerosi per chi vi vorrà parteciparvi, è anche occasione per non lasciare soli coloro che, magari affannosamente, cerchino se non proprio risposte definitive almeno una traccia di percorsi che li possano indirizzare.

Al di là dei già pur preziosi aspetti divulgativi la nostra cooperativa Onlus mira ad un coinvolgimento diretto dei soggetti che vorranno incontrarci. E per rafforzare gli aspetti di questa visione ci avvaliamo anche della Presidente di Axia, la dottoressa Donatella Cimatti, responsabile sanitaria delle nostre strutture.

Perché Axia ha deciso di partecipare alla settimana mondiale del Cervello? cimatti greg

E’ un’iniziativa molto interessante e lodevole per promuovere il lavoro svolto nell’ambito delle neuroscienze a livello preventivo, diagnostico e riabilitativo. Noi non siamo un centro di ricerca ma come struttura riabilitativa presente sul territorio da diversi anni cerchiamo di cogliere i bisogni dei pazienti e delle loro famiglie e soprattutto di capire come questi bisogni sono cambiati nel tempo. Grazie alla ricerca patologie un tempo inaffrontabili in campo neurologico hanno ora risposte, anche se parziali e sempre migliorabili, e soprattutto grazie a iniziative come queste tali patologie vengono conosciute di più ed è possibile fare un’informazione più corretta.

Quanto è importante sviluppare una consapevolezza delle patologie trattate?

Fondamentale, conoscenza delle patologie da parte di famiglie e pazienti e consapevolezza dei percorsi e delle strategie da mettere in campo per una migliore qualità della vita anche nella malattia. Ma anche consapevolezza di stili di vita da attivare a scopo preventivo. Quindi prevenzione, diagnosi, cura, inserimento sociale, sono tante tessere di un puzzle che se ricomposto deve avere al centro la persona con i differenti bisogni e la sua famiglia.

Demenze senili, disturbi dell’apprendimento, spettri autistici. Su queste tematiche sta crescendo, per fortuna, una sempre maggiore attenzione anche da parte dell’informazione generalista. Pensa che sia utile e, se presenti, quali possono essere eventuali limiti e punti di attenzione dai quali non esimersi?

Come ho già detto ritengo che l’aspetto della conoscenza sia fondamentale e quindi ben vengano informazione e formazione senza incorrere nell’errore dell’eccessiva banalizzazione ma soprattutto senza la finalità di “delegare” ad altri gli interventi successivi. Mi spiego meglio, per fare un esempio, la formazione che si sta facendo sugli insegnanti relativamente ai disturbi di apprendimento, importantissima per una corretta conoscenza del problema, rischia però di riversare sugli stessi insegnanti il peso dell’intervento senza supportarli a sufficienza, per la scarsità delle risorse pubbliche che così vengono destinate ad altre priorità; senza poi parlare di iniziative che spesso hanno un “velato” aspetto commerciale.

logoaxiadef per newsletterPuò brevemente dirci come, anche con questo evento, Axia intenda ulteriormente collocare la Persona, e non solo il Paziente, al centro della mission che la cooperativa si è data?

Con questi eventi intendiamo offrire parte delle nostre conoscenze e della nostra esperienza per rispondere ad alcuni bisogni raccolti nella nostra pratica quotidiana; la risposta a tali bisogni richiede un’inclusione del contesto che ruota intorno al paziente proprio in quanto Persona, e quindi dell’ambiente familiare, lavorativo, scolastico e socio-relazionale; tale approccio è però strettamente relato ad una presa in carico non di un paziente ma di una Persona nella sua integrità mente-corpo. (g.d.)

Ecco dove trovare le informazioni per tutte le iniziative di Axia

14 marzo 2017 – Memoria

14 marzo 2017 – Disturbi di apprendimento

14 marzo 2017 – Mindfulness

16 marzo 2017 – Mal di schiena e cervello

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