Alzheimer, i pazienti fuggono verso i ricordi felici

Molte persone cancellano il presente e ricordano l’infanzia «Perciò di notte si alzano, si vestono e vogliono andare a casa

Era ancora un bambino, Giuseppe, quando con la famiglia venne al Nord negli anni del boom economico. Via dal Sud, dove la famiglia viveva da generazioni, coltivando la terra, allevando animali. Il distacco non fu facile: il bambino conosceva appena la piazza del paese, con al centro la statua di Garibaldi.
Da quella partenza sono passati 40 anni. La scuola, il diploma, il posto di lavoro, le amicizie, il matrimonio e i figli.

Poi Giuseppe era invecchiato. La mente iniziò a cambiare. Furono i familiari a rendersi conto che Giuseppe stava diventando un’altra persona: assente, non li riconosceva più. Medico, analisi, viste specialistiche. La diagnosi: Alzheimer. Giuseppe divenne violento, pericoloso per sé e per gli altri. Le medicine non sortivano effetti. Era un problema gestirlo … leggi tutto  (Gian Ugo Berti – il tirreno)

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