Diritti materialmente condizionati

Diritti materiali ….. diritti materialmente condizionati.
Diritti incondizionabili ……. diritti condizionati.
Costituzione formale ….. costituzione materiale.

Potremmo proseguire a lungo con simili binomi apparentemente contrapposti.
Potremmo anche perderci nei meandri di colte disquisizioni giuridiche.

Ma il nostro scopo è diverso e molto più concreto.
Ci interessa toccare il nocciolo duro e svelare l’ambiguità costante che si genera in tema di diritti.

Quante volte ci capita di sentire “affermazioni forti” sui diritti umani, religiosi, sociali.
Quante volte dotte discussioni ci fanno intuire che tra diritto formale e diritto materiale
corre una precisa distinzione che “puzza di fregatura”.

Hai diritto alle cure …. nell’ambito delle possibilità finanziarie del sistema pubblico.
Hai diritto all’integrazione scolastica …. nell’ambito delle risorse disponibili.
Hai diritto al lavoro …. se c’è lavoro.
Hai diritto alla protezione sociale …. se rientri in determinate condizioni di reddito.

Insomma tanti diritti e poche certezze.

Il nostro approccio sul tema vuole essere pragmatico ma onesto: pensiamo che ogni diritto dichiarato debba essere esplicitato nella sua reale possibilità di attuazione “qui ed ora”.

Ad esempio : il cittadino italiano ha diritto ad un sistema di cure universalistico …ebbene
forse è il caso di chiarire da subito che però deve in parte (più o meno consistente) “pagare”.
Dichiarato in questo modo un pò brutale, la “materialità del diritto stesso” può essere discussa e realizzata in modo diverso:
– paga chi ha più ricchezza
– si paga un pò tutti
– si paga tutti ciò che non è essenziale e non si paga se c’è “rischio di vita”

Chiarito chi e quanto si deve pagare , uscendo dall’ipocrisia e con atto di onestà intellettuale ed etica, è inevitabile “concedere” e “garantire” il diritto di scelta da parte del cittadino.

E qui cominciano le polemiche da immemorabile tempo !!!!